Amici del Timone (Staggia Senese) n°27 del 23 luglio 2008

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ELUANA È VIVA!
La fede e la ragione sono d’accordo
da

A) La RAGIONE ci basta per dire che non si può non dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati e quindi la sentenza di morte per Eluana è crudele. Ecco perché:

1) non è una malata terminale;
2) non è in coma;
3) non ha bisogno di medicine;
4) è clinicamente guarita (anche se è gravemente disabile);
5) è viva;
6) ha solo bisogno di cibo e acqua;
7) il suo stomaco digerisce il cibo;
8) respira autonomamente (senza macchine);
9) al mattino si sveglia e apre gli occhi;
10) la notte chiude gli occhi e dorme;
11) potrebbe risvegliarsi (ci sono casi di risveglio anche dopo 20 anni di stato vegetale persistente!);
12) le suore sono disponibili a continuare ad occuparsi di lei (come fanno da oltre 14 anni).


B) Per chi ha FEDE, poi, è ancora più chiaro.

1) Può un cattolico ritenere lecita l'eutanasia?
NO! Un cattolico non può ritenere lecita l'eutanasia in quanto il Papa Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium Vitae ha dichiarato ex cathedra, cioè INFALLIBILMENTE che l'eutanasia è un peccato gravissimo.
Il cattolico che volesse pensarla diversamente dovrebbe dimostrare di essere infallibile lui e non il Papa.

2) Può un cattolico ritenere che nel caso di Eluana non si possa parlare di eutanasia?
NO! Il caso di Eluana è eutanasia. Infatti nel 2007 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato che l'alimentazione e l'idratazione sono cure ordinarie e quindi OBBLIGATORIE per tutti i malati. Il Papa Benedetto XVI ha approvato quanto dichiarato dalla congregazione. (per leggere il documento, clicca qui)

3) Può un cattolico dire di essere personalmente contrario all'eutanasia, ma di non poter imporre la sua idea a chi la pensa diversamente?
NO! L'eutanasia non si può concedere nemmeno a chi la richieda esplicitamente (come ad esempio il caso di Welby). Questo perché l'eutanasia è l'uccisione di un innocente e questo non si può mai permettere perché ogni uomo ha la sua dignità. Ecco perché è stato giustamente condannato un tedesco che aveva mangiato (sì, proprio mangiato) un altro uomo. Quest'ultimo era d'accordo ed anzi l'aveva chiesto lui. NESSUNO PUÒ DISPORRE DELLA PROPRIA VITA, NEMMENO SE È D'ACCORDO DI ESSERE UCCISO.

Articolo tratto da BastaBugie n. 44 del 22-08-2008

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